Giacomo Manzoni di Chiosca
Poeta con rispettoso silenzio della natura. Ha pubblicato: “Primo amore”, “Il tempo, le cose, i sentimenti”, “Sterpi” “Credere e amare “Cristalli di ghiaccio”. << ritengo importante che la lettura sia facile, il più possibile di comprensione immediata.>>
Un cognome importante Giacomo Manzoni (di Chiosca), ricorda qualche aneddoto, imbarazzo…
No, niente di particolare, a parte il fatto che ogni tanto qualcuno mi chiede se sono parente di “Alessandro”, ignorando il fatto che non esistono discendenti diretti del grande scrittore che portino il cognome Manzoni. Non sono neppure parente del musicista o dello scultore Manzù. Solo mio fratello Piero, morto nel 1963, si è acquistato fama mondiale con la sua arte contestatrice e dissacrante.
Laurea in Ingegneria Chimica, come ha coniugato con la poesia?
Io credo di avere una mentalità essenzialmente scientifica. Mi piace osservare le cose e i fenomeni e cercare di inquadrarli in una logica abbastanza rigorosa. Anche l’attenzione che pongo nella ricerca del ritmo e della musicalità del testo ha fondamenti scientifici.
Da dove nasce la poesia di Giacomo Manzoni di Chiosca
È proprio dall’osservazione della natura e degli avvenimenti che nasce la poesia. È l’espressione del riflesso che queste cose hanno nel nostro animo.
Lingua scritta, lingua parlata, quale è il suo pensiero sulla poesia dialettale ?
Oggi il dialetto va di moda, a tal punto che chi, come me, non è in grado di esprimersi in nessun dialetto, si sente ai margini di molte attività sia locali, sia nazionali.
Sì, è ragionevole salvare i dialetti come testimonianza di culture locali che vanno scomparendo, ma sarebbe stato molto più ragionevole salvare il latino come lingua internazionale che ha accomunato tutta l’Europa, e non solo, fino all’inizio del secolo scorso e che resta tuttora alla base della vera cultura classica.
Ricorda il suo pensiero quando ha scritto la prima poesia ?
Credo che quasi tutti abbiano scritto una “prima poesia”. Sotto l’impulso dei sentimenti forti e contrastanti della prima giovinezza viene spontaneo scaricare le proprie emozioni con parole che sgorgano dal profondo. A volte nasce davvero una poesia. Io le ho conservate, queste “poesie”, dall’età di 18 anni e, a distanza di tanto tempo, mi è parso che qualcuna potesse essere salvata. Le ho presentate ai concorsi, e hanno avuto più successo di quanto mi aspettassi.
E oggi cos’è cambiato nel suo pensiero ?
All’età di 50-60 anni altre situazioni, altri sentimenti mi hanno spinto a cercare sfogo nella poesia. Sentimenti non meno forti di quelli di allora, ma espressi in modo meno “spigoloso”, più dolce ed equilibrato.
La sua poesia, la sua ricerca, il suo linguaggio a chi sono rivolti?
Premesso che la poesia è un momento di riflessione intima, che inizialmente è solo fine a se stessa, quando mi decido a pubblicare qualcosa, vorrei che fosse apprezzato in particolare dalla gente semplice, che non si perde in ragionamenti cervellotici. Per questo ritengo importante che la lettura sia facile, il più possibile di comprensione immediata.
In un periodo di divulgazione tecnologica quale internet, quale ruolo assume la poesia?
Internet è un mezzo importantissimo, ormai indispensabile per conoscersi e farsi conoscere. Anche tra “poeti” si incontrano affinità e nascono amicizie. È così possibile un confronto diretto, che aiuta a correggere e a migliorare il proprio modo di esprimersi.
In questa epoca consumistica, di imbarbarimento generalizzato, la poesia mantiene intatta la sua vitalità espressiva?
Temo che si sia perso il senso stesso della poesia, che dovrebbe essere ricerca di ritmo e di eleganza, di profondità e di purezza. Oggi troppi scrivono, e molti spacciano per poesia quello che è solo una contestazione personale, ed è difficile, anche tra i poeti che vanno per la maggiore, trovare dei versi veramente degni del nome di “poesia”.
Quale è la differenza del poeta di ieri e quello di oggi?
La poesia è eterna, non conosce il tempo. Non dovrebbe esserci differenza tra il poeta di oggi e quello di ieri. Oggi sono sorti molti “sottogeneri” letterari che vengono contrabbandati per poesia. Saranno i posteri a giudicare.
Una sua poesia “Vivere o Esistere?” affida all’essere umano l’eterna domanda?
“Vivere o esistere?” è una poesia nata in un modo un po’ particolare. È lo sviluppo del tema proposto nel 1997 al concorso “Streghetta”, ideato da Serena Siniscalco. La premiazione allora avveniva d’estate a Noli (antica Repubblica marinara…). Ho conservato l’ossatura centrale della poesia originale e l’ho poi sviluppata in due versioni: “Vivere”, pubblicata nella silloge “Il tempo, le cose, i sentimenti” e “Essere”, pubblicata in “Sterpi”. Per me ogni poeta dovrebbe riconoscersi in questi versi.
Il suo ultimo libro di poesia "Credere e amare" con prefazione di Nazario Pardini, ha una particolare tematica?
"Credere e amare" privilegia il tema della Fede e dell'amore, inteso nel senso più ampio, a volte anche in contrasto con la Fede stessa. In realtà "Credere e amare" non è l'ultimo mio libro pubblicato, perché alla fine del 2009 è uscito "Cristalli di ghiaccio", che riporta poesie ispirate alla stagione autunnale-invernale, che riporta una breve nota di Nazario Pardini, e la prefazione di Italo Bonassi.
Ci vuole dire quale libro l’ha maggiormente impressionato ?
Non sono un assiduo lettore, quindi le letture che mi sono rimaste più impresse sono ancora quelle scolastiche, del liceo, e i poeti dell’ottocento e di inizio novecento che si studiavano allora.
Lei ha vissuto in Lombardia e poi si è trasferito in Trentino, eppure ha scritto la poesia: “Nostalgia Mediterranea”, è un desiderio o un viaggio ?
La Liguria è la mia seconda patria, patria della mia nonna materna, e anche di mia moglie. Prima di diventare trentino, ero lombardo, ma anche ligure. Per questo diverse poesie, anche recenti, sono ispirate dall’ambiente (e dalla natura) di Albisola e dintorni.
I prossimi impegni letterari di Giacomo Manzoni di Chiosca?
Niente di particolare. Forse in primavera ci sarà la presentazione di “Cristalli di ghiaccio” a cura de “Il Furore dei Libri” presso la Biblioteca Comunale di Rovereto. Poi, in occasione dell’equinozio d’autunno Alberto Sighele mi ha invitato a presentare le mie poesie, alla manifestazione “Allineati sul sole”, al Gort di Nago, dove lui ha allestito uno splendido spazio per recite all’aperto, con una grandiosa vista sul lago di Garda. Svilupperemo il tema delle stagioni dell’anno e dell’uomo.
di Michele Luongo © Produzione riservata













