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Aldo Bonet

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Aldo Bonet

Uno studioso, un matematico, un fisico

 

9Uno studioso, un matematico, un fisico, un ricercatore, ma soprattutto un uomo  che crede nelle sue idee. Tenace e razionale  raggiunge l’origine “Archeomatematica", e scopre il suo “Il diagramma d’argilla”,  geometrico risolvente, a modulo quadrato, che governava l’intera arte algebrica degli antichi scribi.

Chi è Aldo Bonet ?
Non è facile risponderle, perché da quando sono nato a Trento nel 1960, ho vissuto diverse fasi difficili della vita che mi hanno forgiato lo spirito e l'anima in tanti modi !, e ancora non ho finito per i miei principi di perseveranza votati al bene e al puritanesimo, molto più vicini alle leggi del nostro Creatore che al mondo in cui viviamo.

Nel1966 ero un alunno in prima elementare in una terra ostile, come lo era il Piemonte, all'immigrazione extra-regionale, dove la mia famiglia trentina emigrò nel 1963 e dove abbiamo conosciuto una persecuzione incredibile: nel mondo della scuola e del lavoro. Nel dicembre del 1984 a seguito di un concorso pubblico che avevo vinto a Roma ritornai in Trentino, poi fui costretto a licenziarmi nel 1994 con un'intera famiglia sulle spalle per non subire la concussione di un dirigente che pretendeva compensi in cambio di un mio trasferimento all'università di Trento con la mobilità del pubblico impiego.

Faccio un salto nel 1973/74 quando mi iscrissi, più per scommessa che per convinzione, all'Istituto tecnico per geometri ad Ivrea (TO); una scommessa che voleva dimostrare di poter ribaltare tutte le ignobili vicissitudini trascorse e il mio esito finale della scuola media, che mi sconsigliò il proseguimento agli studi per la mia carenza in matematica ma causata per l'ostilità e che invece, desideravo assolutamente capire dal più profondo del cuore... Nonostante le mille ostruzioni accademiche e non, che mi negavano di iniziare già nel 1979 a Torino il conseguimento di un corso di laurea in Fisica, non  tanto per diventare un dottore,un professore, ma solo per apprendervi quel maggior sapere sulla meccanica quantistica che si insegna negli ultimi anni e potesse giustificare una mia straordinaria ipotesi (del 1979) sul meccanismo di sopravvivenza della materia che tengo ancora nel cassetto, ed ora, ancora in modo ostile, negandomi la prosecuzione alla divulgazione delle mie scoperte, chiudendomi ufficiosamente gli spazi utili sulle storiche riviste scientifiche universitarie che sembrano essersi dispiaciute perché fin troppo benevoli verso un talento, ma autodidatta, e forse, ma spero proprio di no, concedendomi solo di portarmi via queste notevoli scoperte giovanili.

 Una passione per la matematica, una materia così ostile,  da dove nasce questo amore?
Fu nel 1974 il mio caro e compianto insegnante di matematica l'amato professor Francesco Berardi, che con il suo modo indelebile e inusitato è riuscito a trasmettere l'interesse e soprattutto l'amore per la matematica.
Per me fu una fortuna incontrarlo di li, a poco la prima grande scoperta in campo storico della matematica, il primo amore, la prima scintilla verso una disciplina per me sconosciuta come i suoi storici autori, allora però nemmeno in Italia era praticata, per questo, ignaro, le diedi un nome e la coniai come: "Archeomatematica" la quale m'indirizzò verso l'amore innato della scoperta, poiché mentre stavo cercando una spiegazione più semplice o soddisfacente della formula delle equazioni di secondo grado, improvvisamente scoccò dentro di me la scintilla che mi suggerì l'applicazione di un principio (della semisomma e semidifferenza) che mi portò, passo dopo passo, su una strada diversa dal nostro calcolo scolastico moderno poiché era un'algebra arcaica, rudimentale ma equivalente, che mi diede quella spiegazione razionale che la mente digiuna e timorosa di uno studente alle prime armi cercava e che dentro il libro di testo, per come veniva presentata, non trovava.

Avevo involontariamente scoperto il diagramma d'argilla, il paradigma, l’archetipo, che aveva aperto le porte alla cultura matematica delle civiltà arcaiche e tutt'ora in corso di completamento. In questo campo arcaico della matematica, la mancanza assoluta di conoscenza non ti fa collegare e partire con le idee, troppa conoscenza però, le spegne!

Dopo dieci anni scoprì che il principio sopracitato, quello che a fatica cercavo di farmi accettare nel mondo accademico, era stato messo in evidenza dai primi assiriologi e traduttori delle tavolette matematiche cuneiformi del primo novecento; un principio che dalle parole o passi algebrici degli antichi scribi babilonesi traspariva chiaramente conosciuto poiché consentiva loro le soluzioni algebriche dei problemi ma che non lasciavano trasparire in alcuna tavoletta il metodo o il mezzo col quale invece lo scoprirono; furono avanzate a tal proposito delle ipotesi dagli stessi assiriologi e storici della matematica indirizzate perlopiù verso un’algebra astratta dentro un modello che pensavano già avanzato, ma fu per me un giubilo l’aver ripercorso indipendentemente quell’antica strada sconosciuta che mi ha condotto invece verso un’algebra-geometrica più empirica, artigianale, svolta attraverso un unico diagramma, che consentì così la mia prima pubblicazione avvenuta nel 1989.
 

Il vero matematico non è solo uno che fa calcoli e calcoli, ma in fondo è un po’ artista e po’ poeta; l'artista come il matematico ama il bello, l’armonia, gioca con le geometrie, le proporzioni, le dimensioni, le simmetrie e con le scambievolezze di prospettiva; come il poeta usa tutta la sua mente e il suo cuore per stuzzicare con la scrittura l'anima dell'uomo alla sensibilità e alla conquista dell'universo misterioso interiore, così il vero matematico usa tutta l'anima e tutto il suo cuore per stuzzicare con il calcolo, la mente alla curiosità e alla conquista dell'universo misterioso esteriore.

 Quindi, una mente creativa, libera, scomoda per il mondo accademico ?
Purtroppo sì. Siamo alle solite, non solo scomoda ma anche invidiata da quella lobby accademica degli storici della matematica che, avendo interessi più di tipo editoriale o di carriera, non amano quelli che scoprono più bravi di loro considerandoli dei rivali anziché delle menti utili ai fini della riuscita della ricerca e della nostra cultura; per questo, il genio, in una società siffatta sarà destinato ad essere eternamente respinto in favore della mediocrità servile! Dopotutto così hanno fatto coi geni del passato anche i padri dai quali questa stirpe accademica probabilmente discende e dove, pur di glorificare solo se stessi oppure appoggiare parenti, amici e i falsi studiosi affiliati, hanno sempre operato ostacolando alla fine, quelli veri, liberi e quindi la Cultura. Se perlomeno fossi stato aiutato dagli storici a pubblicare subito e senza tanti ostacoli o esitazioni, quello che sto completando ora, da solo e a mie totali spese, l’avrei già ultimato ben volentieri trent’anni anni fa. Devo anche dire per fortuna, che vi sono ancora studiosi nazionali, direttori di riviste e di periodici, fuori da questa lobby, che hanno saputo valutare queste mie ricerche e pertanto l’hanno pubblicate e così, anche studiosi esteri l’hanno potute facilmente inserite in prestigiose bibliografie specializzate e lo stesso, hanno fatto studiosi di didattica che apprezzandole, l’hanno già inserite come argomento di studio nel loro corso d’insegnamento scolastico; dobbiamo sempre auguraci e pregare Dio, che quest’ultimo tipo di persone non manchino mai sulla Terra, per il bene della Cultura e dell’umanità.
 

La matematica, l’uomo e la natura
La matematica è in un certo qual modo dentro i codici della natura stessa delle cose e in perfetta simbiosi con l'uomo che dallo scorrere delle sue esperienze umane, la scopre e la estrae e la elabora per il proprio futuro ma anche per il futuro della matematica stessa: fondamentalmente, io credo, che l'uomo abbia estremo bisogno della matematica e Lei, di noi.

Numeri, un  linguaggio antico?
I numeri, sono un linguaggio antico e divino, per questo ancora attuali, poiché sono stati i primi strumenti, i primi scalpelli primordiali che hanno consentito all'uomo di mettersi in contatto con essa, di scoprirla ed estrarla dagli elementi della natura in cui è custodita e di elaborarla per il nostro (e suo) futuro.
 

Dalla notte al giorno, un tempo breve, eppure rappresenta  un’evoluzione
Un’altra bella domanda che merita ancora una profonda risposta! Potrei ancorarla alla mia esperienza e ad una frase Biblica:“per il nostro Creatore un giorno equivale a mille anni e mille anni equivalgono a un giorno!".  Si, “l’evoluzione scientifica dell’uomo” è convinzione comune che possa venire accompagnata “dall’intuizione umana” fatta anche per merito di grandi scoperte che scaturiscono dentro la mente, dalla notte al giorno o in un breve istante, ma posso dire più onestamente, per mia esperienza personale, che quel “breve istante”, trascorso a rallentatore come l’ho vissuto io e senza voler fare il misterioso, è un tempo molto, molto più lungo che non si può confonderlo in modo così riduttivo dove, se fossi stato uno studioso distratto, l’avrei pensato come un “ lampo intuitivo, genio dell’intelletto”, ma posso dire, che quella “breve scintilla” l’ho vissuta.

Studioso di Talete di Mileto, filosofo, secondo lei, cosa ci ha tramandato?
Ho avuto la fortuna di ripercorrere, già nel 1977, il viaggio sulle prime scoperte di questo primo scienziato dell’antichità, vitale per la nostra cultura e ultimarle quando nel 2007 ho potuto riprenderlo e credo proprio, non è solo un mio parere, di essere andato su una strada molto attendibile delle origini, che ci permetterà di ricostruire meglio la storia del nostro pensiero scientifico moderno. Indubbiamente, Talete di Mileto (VII-VI sec. a.C.),come padre ispiratore del pensiero razionale ci ha lasciato in eredità, molto di più di quello che scolasticamente viene ricordato di Lui e non solo possiamo dire, ora con più consapevolezza, che ha dato origine alla geometria razionale, alla fisica sperimentale, alla filosofia, all’astronomia razionale, ma vorrei qui ricordare anche l’umiltà che traspare dalle sue brevi e memorabili sentenze o dalle testimonianze degli antichi storici, inoltre, ci ha dimostrato la possibilità che ha il pensiero razionale di sconfiggere l’idolatria e la supremazia, trovando nella semplicità dell’acqua, presente e vitale nell’uomo, quel principio primo che rendeva più comune l’uomo e in armonia con tutte le cose; un’eredità che nel nostro tempo è già stata dimenticata coi numerosi titoli con cui l’uomo oggi si autocelebra sull’uomo per distinguersi dall’uomo comune: Maestro, Santo Padre, Vostro Onore, Dott., Ing., Cav., Dirig., Sup., Avv.; Mons.; On.,….Off.?... Speriamo! 
 

Un consiglio agli insegnanti di matematica?
Sperando che si trovino ancora dei bravi insegnati come l’ho trovato io, ma sicuramente ci sono ancora, vorrei rivolgere loro, più che un consiglio un fraterno appello, soprattutto agli insegnati della scuola dell’obbligo, la scuola più importante per lo studente, quella in cui statisticamente può nascere sempre un giovanissimo talento: “amate ciò che insegnate e con la matematica fatevi amare, come persone, come amici, fratelli o sorelle maggiori, fate soprattutto scienza scolastica di fede e non scienza politica di classe, guardate più ai vostri studenti come figli o future persone e amiche dei vostri figli, dei vostri nipoti e fate di tutto per capirli, aiutarli e rispettarli, soprattutto, tutelate quelli che sono in controcorrente agli stereotipi, anche se ci irritano o ci mettono in difficoltà e che ci inducono indubbiamente fastidio, ma sono anche quelli dove si può nascondere un vero talento anticonformista e purtroppo, sappiamo anche che, per questo, sono i più esposti all’incomprensione, all’antipatia e al rischio di espulsione o all’abbandono degli studi”. 
 

Con quale approccio gli studenti si devono avvicinare alla matematica?
Direi con un duplice approccio, una dualità inscindibile: razionale- mistico.
Il primo serve ad avvicinarti col timore e la riverenza che merita, ma anche con la voglia di conoscerla, di scoprirla e poi con l’amore di affrontarla razionalmente nei suoi vari problemi che essa, come la vita, ci pone, giusto per imparare a risolverli anche se costa inizialmente molta fatica e invece, per una paura irrazionale, molti tendono a scappare dinanzi ai problemi proposti pensando così furbescamente di averli aggirati tutti, schivandoli! 
 

Il secondo serve ad avvicinarti alla matematica con lo stesso timore e riverenza di trovarti comunque di fronte ad una lingua molto speciale, una scrittura divina che appartiene a Dio con la quale ha scritto tutto il Suo creato e nel contempo, tramite l’evoluzione della stessa, Gli consente di comunicare sempre meglio con l’uomo per farglielo scoprire, capire e quindi amare con lo scopo di evolverci; soprattutto Dio, non dimentichiamo, ama parlare e svelare ai più piccoli, perché più semplici, rispettosi, timorosi e umili.  

Il suo primo scritto  sulla matematica?
Di apprendimento matematico, con l’amato insegnante Francesco Berardi al primo anno di scuola media superiore, sulla matematica invece, a 16 e mezzo con le prime scoperte fino ad arrivare, con le prime e poche lezioni universitarie di cui ho goduto, con tutte le altre. 
 

L’ultimo libro che ha letto, e il suo Talete?
Letto o letti attualmente? Quelli degli Assiriologi del primo novecento: F.Thureau-Dangin, O.Neugebauer, Bruins-Rutten, A. Sachs e quelli degli attuali specialisti che metto a confronto con lo scopo di approfondire le antichissime lingue accadica e sumerica, assolutamente necessarie per dimostrare più scientificamente l’esistenza inequivocabile di questo benedetto diagramma d’argilla, l’archetipo della nostra cultura matematica che difendo con convinzione dal 1978 e che consentiva inoltre la soluzione dei numerosi problemi babilonesi rinvenuti, un lavoro che a breve pubblicherò sul mio sito, col sostegno, spero, dei siti amici e degli amici matematici appassionati.
Il mio primo e-book “La Scienza di Talete” sarà a breve pubblicato tramite un progetto di benemerita editoria diffusa che lo farà entrare nel circuito internet tramite il motore di ricerca Google Libri. 
 

Il suo sito www.storiadellamatematica.it , un link  recita:  “ Un sogno nel cassetto”, ma il sogno di Aldo Bonet ?
Il mio sogno ora, sono quelli dentro il cassetto, poiché sono stati nella storia i sogni che hanno occupato le grandi menti matematiche e sono tutt’ora i sogni di ogni buon matematico o fisico che si rispetti e che li rispetta, poiché pieni di un grande messaggio e di potenzialità scientifica. Per quanto riguarda il futuro del diagramma d’argilla spero di suscitare interesse tra gli specialisti o anche tra gli appassionati della materia per concluderlo come merita e sto pensando ad una sua esposizione come opera permanente da ubicare in un locale o sito culturale o artistico; ho chiesto anche un aiuto contributivo alla presidenza della provincia autonoma di Trento, almeno come sostegno alle spese vive mantenibili per questa mia ricerca e a cui possono accedere invece tutti i professori universitari, ma senza successo.
Non si può non vedere che questo diagramma è semente delle origini della matematica, dove era contenuta tutta l’algebra-geometrica fondamentale per il futuro dell’umanità e senza il quale, l’uomo non potrebbe dire oggi di essere andato sulla Luna nel 1969 d.C., questo diagramma d’argilla è il primo vero patrimonio primordiale della nostra cultura scientifica da tutelare a perenne memoria. Il mio sogno quindi, è quello di non abbandonare mai questi sogni in questo mondo di passaggio, distratto, sordo e ostile, di non lasciarlo senza almeno aver dato loro un risveglio più adeguato, una più garantita speranza, per la cultura, per tutti noi. 
 

 

di Michele Luongo © Produzione riserva 
                  
(14.04.2010 )
          www.viacialdini.it

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