M A I N A RT
I colori dell’arte e il fattore umano
Capisco i giovani artisti. E’ difficile. L’arte è un mondo cosi vasto, così complicato
di Michele Luongo
Alla Fiera di Reggio Emilia, abbiamo incontrato Salvatore Mainardi, un artista divenuto gallerista. Con la signora Pina, sono gli artefici della giovane e promettente galleria “Mainart” . Una galleria che si muove a piccoli passi, ma in modo concreto nella realtà del mercato europeo. In questa intervista il pensiero della galleria:
Da quanti anni è attiva e dove ha sede la Mainart ?
In Svizzera a Baden-Dättwil AG . Siamo sul campo solo da quattro anni, è una galleria giovane dopotutto, ma essendo io stesso un artista conosco da tempo il settore.
Come mai alla Fiera di Reggio Emilia ?
L’ho conosciuta casualmente proprio quattro anni fa. Dovevo essere presente insieme ad un’altra galleria, poi per vari imprevisti è venuta meno . Così mi sono presentato come Mainart.
Cosa vuol dire Mainart
Il nome è inglese, letteralmente si traduce Arte principale. Un consiglio di mio figlio.
Però lo vedo più come un’analogia al cognome Mainardi. Ne ho curato personalmente il logo scegliendo molti colori per la lettera “A” proprio perché l’arte è colorata.
La Galleria predilige artisti con particolari stili?
No. A noi interessa soprattutto la qualità.
Come scegliete gli artisti da presentare in galleria?
L’esperienza in questo campo, come in altri ha un suo valore. Quaranta anni nel settore consentono di capire chi e cosa si ha davanti.
La galleria punta su artisti giovani?
Anche. Non faccio differenza né di età né di stile. La qualità è ciò che conta, ma un altro l’aspetto per me è molto importante: l’aspetto umano. Con l’artista ci deve essere un rapporto di simpatia, di fiducia e di stima. Se ciò viene a mancare, si può essere grandi artisti, ma non si è grandi uomini, questi non fanno per me.
I prossimi impegni della galleria Mainart ?
La fiera di Innsbruk , il prossimo febbraio 2011. Ci sarò con nove artisti.
Un artista sconosciuto si presenta alla Mainart, cose le chiede?
Chiedo di poter vedere le sue opere. Chiedo dei cataloghi o se ha un sito internet per una prima visione, ma se è possibile il modo diretto è meglio. Ad esempio, dopo ogni fiera trascorro diversi giorni al computer a visionare , esaminare, elaborare quanto mi è stato preposto.
Secondo lei le fiere sono valide per la promozione dell’Arte?
Si, sono molto valide. E’importante farsi conoscere nelle fiere, se l’artista è valido, nell’ambiente incomincia a “circolare” il suo nome . Poi , tra le gallerie si viene a creare una forma di comunicazione, di scambio, si entra nei circuiti, nei meccanismi del mercato dell’arte.
Secondo me, oggi le fiere e internet ( ma con siti di settore e di qualità ) sono validissimi per la promozione . Ad esempio proprio grazie a questi circuiti lo scorso anno, sono stato ospite d’onore in una grande manifestazione in Germania , dove ho fatto una perfomance con 3000 spettatori.
Quindi per i giovani?
Capisco i giovani artisti. E’ difficile. L’arte è un mondo cosi vasto, così complicato, quasi inabbordabile, certe volte inavvicinabile. Però bisogna crederci, i mezzi ci sono. Bisogna saper scegliere. Personalmente spero un domani di potere allargare lo spazio della Mainart ai giovani, ma è importante la serietà umana e artistica.
Secondo lei nell’arte c’è qualcosa di nuovo?
Di nuovo? Nell’Arte c’è sempre qualcosa di nuovo, se non ci fosse, l’arte non avrebbe senso di esistere. L’arte è sempre in fase positiva, basta saper guardarsi intorno, con umiltà.
di Michele Luongo©Produzione riservata
( 27.11.2010)
MAINART di Pina e Salvatore Mainardi
Segelhof 1 CH-5405 Baden-Dättwil AG
Tel. +41 (0)79 757 10 06













