La carne
In D’Annunzio il dantismo assume forme eroiche
Ma questo ritorno alle sorgenti religiose non è una restaurazione di valori morali e principi filosofici, bensì un cedimento al fascino di liturgie sontuose e desuete, dei sapori corrotti e ed eccitanti della poesia della tarda latinità, dei fasti della cristianità bizantina , delle meraviglie “ balbettanti” delle oreficeria barbara dei primi secoli medioevali. La religiosità decadente coglie, del fenomeno religioso, solo gli aspetti rituali, meglio se ambigui, e della tradizione mistica da una versione morbosamente sensuale.
La religiosità à rebours dei decadenti prende anche un’altra strada, quella del satanismo. Di qui non solo l’attrazione eccitata per fenomeni soprannaturali, le riscoperte della tradizione magica e occulta, un cabalismo che non ha nulla a che vedere con la vera tradizione ebraica, l’attenzione esaltata per la presenza del demoniaco nell’arte e nella vita ( esemplari in tal senso il Là – bas di Huysmans ) , ma anche l’adesione a vera e propria pratiche di magia ed evocazione diabolica, oppure la celebrazione di ogni sregolamento dei sensi , dal sadismo al masochismo, l’appello al Vizio, il fascino esercitato da figure perverse, inquietanti, crudeli, un’estetica del Male .
Per caratterizzare gli elementi di voluttà, necrofilia, interesse per le personalità che sfidano ogni regola morale, per la malattia, il peccato, il piacere ricercato nel dolore, Mario Praz ha intitolato un suo celebre libro La carne, la morte e il diavolo.
Di Umberto Eco dal libro “Storia della bellezza”.- Compiano - 2004













