di Alberto Bevilacqua
Racconti o testo unitario? Narrativa o composizione musicale per preludi, capricci,improvvise sonate? Roberto Barbolini in questo “Più bestie si vedono” ( Aragno, pp. 215 euro 17), è talmente padrone della propria intelligenza stilistica da giocare col lettore dall’inizio alla fine: il racconto breve lo si scopre un ironico e morbido passaggio verso una narrazione più completa e avida di frammenti prestigiosi( << Il porco nella tastiera>>, esemplare ), il pastiche gergale, nutrito di paganità che richiama il naif ( Ligabue insegna) con i grandi fabulatori del Po d’improvviso si scatena, sull’onda di Falstaff, con le accensioni ironiche e nostalgiche della mazurka.
Come non restare presi dal simbolismo di << Pavarotti sott’acqua>>, con quell’inizio folgorante: << Non è un tenore. un pesce. Il suo nome scientifico è Betta splendens>>. Non c’è animale, anzi bestia, che non si possa citare, con trasparenza antropomorfica, per delineare l’essere umano con pregi e difetti. Così come non c’è bestia che possa servire, secondo i criteri dei grandi proverbi, come metafora di un mondo contemporaneo dove tutto s’impasta: morale e istinto, tragico e comico.
Avete presenti le << Cartoline surrealiste>>, dalla rivista Minotaure, dove donnine nude vengono incastrate l’una nell’altra, fino a formare un profilo umano? O un profilo umano viene tracciato in modo da far emergere la somiglianza con il maiale, lo scarabeo? Certo, il punto di riferimento che più ricorre è l’Arcimboldo ( quello dell’<<Allegoria dell’acqua>>, qui assai pertinente).
Il caravanserraglio che Barbolini anima e si trascina come il pifferaio, non di Hamelin, ma dei paesi rivieraschi del Modenese, non tralascia alcun guizzo di stramberia, che poi si dimostra un piccolo concentrato di saggezza, per farci capire che la realtà non ha sempre un senso logico. E come nelle storie dei fabulatori padani di ogni tempo, l’ironia finisce per fondersi col << Miserere>>. La terza parte, << Memento mori>>, conclude la recita con fascinosa autorità.
di Alberto Bevilacqua
Fonte : Corriere della sera
( 19.04.2009 )













