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Marin a Villa Bernt

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 Una meravigliosa giornata dedicata al poeta gradese Biagio Marin, organizzando una mostra particolare: “Lettere a Biagio Marin”. Quattordici artisti sono stati invitati ad interpretare altrettante  poesie del poeta... 
di Michele Luongo 

L’associazione Graisani de Palù con il contributo del comune di Grado e il patrocinio della provincia di Gorizia, in collaborazione dell’associazione Aura, ha organizzato una meravigliosa giornata dedicata al poeta gradese Biagio Marin, organizzando una mostra particolare: “Lettere a Biagio Marin”. Quattordici artisti sono stati invitati ad interpretare altrettante  poesie del poeta. Sono state realizzate 14 opere  su carta di betulla, come se ognuno avesse voluto con la sua arte scrivere una lettera  a Biagio Marin. Le quattordici opere che costituiscono un unicum, sono state donate al Comune di Grado che saprà  dare il valore di  testimonianza storica ed artista.

Biagio Marin (1891 - 1985 ),  poeta del mare, la sua una poesia dialettale, poesia vera , come le parole che possono giungere dal cuore di chi sa amare la propria terra, la laguna di Grado.

L’associazione Graisani aveva organizzato un affascinante  viaggio in barca nella laguna di Grado,  fino a giungere sull’isolotto Mota Safon  , al Casone che fu di Pier Paolo Pasolini. Solo il maltempo non ha permesso il realizzarsi di questo poetico viaggio, gli organizzatori hanno assicurato l’impegno per il  prossimo anno.

La straordinaria dedizioni dell’associazione e degli operatori della manifestazione, in pochissimo tempo è riuscita a trasferire la manifestazione alla Hotel Villa Bernt di Grado, messa a completa disposizione dei titolari che hanno saputo riconoscere il valore della Poesia e dell’Arte.

Nella sala della Villa Bernt,  si è respirata la poesia di Biagio Marin, che ci è stata  trasmessa dalla calda voce di  Maran e Gregori , sottolineata da composizioni jazz  create appositamente dal maestro Bortoloso.

Il  gruppo “ Contemporaneamente”: Gastone Bortoloso alla tromba e Flicorno, Paolo Vianello al piano, Giancarlo Tombesi al contrabbasso, hanno eseguito con maestria  la poetica jazzistica creando un meraviglioso  connubio tra  jazz e poesia.

Riportiamo una poesia del poeta gradese Biagio Marini:

 

Tu tu sa ben che me nò sé prega

e gnanche baleta in pianeta

a vespero o a compieta,

ma i salmi i me vigniva i cuor a onda.

 

Tignivo fermo el to sigelo

El turibolo fevo dondola

Perché ‘l fogo restessa vivo e belo,

e degno de la to Maestà.

 

E, co i cantava e Tu le lode,

me te basevo inviso,

me stesso paradiso,

e canto d’anema che gode.

 

Tu lo sai bene che io non piangere

e neanche ballettare con la pianeta

a vespero o a compieta,

ma i salmi mi venivano in cuore a ondate.

 

Tenevo fermo il tuo secchiello

Il turibolo facevo dondolare

Perché il fuoco restasse vivo e bello,

e degno della tua Maestà.

 

E, quando cantavano a Te la lode,

io ti baciavo in viso,

io stesso paradiso,

e canto d’anima che gode.

 

 Da Pan de pura farina ( 1976), di Biagio Marin

  

di Michele Luongo © Produzione riservata  
 ( 23.07.2008)  www.viacialdini.it