Il ricordo
una voce accesa
Il terremoto in Irpinia è stato un vero dramma sociale ancora più violento della natura perché sono emersi tutte le lacune, tutte le insofferenze, tutti gli abusi, tutte le mancanze , le inefficienze di una classe politica che ha sempre pensato solo al proprio interesse.
Il dopo terremoto è stato ancora peggio. La gente umiliata, “è “stata costretta” a chiedere un suo diritto, la propria casa. Poi , è’ successo di tutto , l’importante era riempire la verde Irpinia di cemento e con questo molte mani si sono sporcate del dolore delle genti.
Non bisogna dimenticare il terremoto dell’ Irpinia, poiché da questo evento è cambiata la società Irpinia, l’arrivismo, l’egoismo hanno allargato le fauci dei lupi che si sono saziati della povertà, sbriciolando un futuro migliore.
E’ una data importante perché da allora la politica spregiudicata nell’illusione della raccomandazione, ha appreso la tecnica di indossare altre vesti, altre maschere, calpestando valori e dignità.
di Michele Luongo
Per non dimenticare alcuni titoli di giornali tratti dalle testimonianze della raccolta:
DA:
“Il Minuto più lungo della vita”
Ed. Centro Culturale Orizzonte 2000
Solofra (AV)
Terremoto 23 novembre 1980 ore 19.34
Un minuto di terrore i morti sono centinaia
Numero imprecisato di vittime a Napoli e nelle altre province della Regione.
La gente abbandona le case e passa la notte nelle strade e nelle piazze.
I morti sono migliaia 100,00 i senzatetto
Irpinia. Alto Sele e Lucania, una panorama di rovine
Altre scosse, soccorsi al rilento, Napoli paralizzata
Soccorsi in ritardo, si temono epidemie
“” Nella media irpinia testimonianze ed episodi agghiaccianti”
Dove non ci sono vittime. Ma gli aiuti quando arrivano?
Montoro e Solofra - Sepolta guida gli aiuti
Da Taurasi a Castelfranci: Dimenticati di nuovo.
Tra le macerie la gente invoca aiuto
Sono stati mobilitati 4.00 militari ma ne servono almeno il doppio
Balvano scompare con i suoi bambini
Nel paese maledetto con un tragico passato e senza più futuro
La nuova edilizia non ha retto
Salerno - Interi palazzi sventati tra Pastena e Mercatello, una zona abitata da 60 mila persone. Danni di minore entità al centro storico. Drammatica la situazione dei senzatetto, si pensa di ospitarli anche in vagoni ferroviari.
<<Vergogna >> hanno gridato a Pertini
Assieme a Forlani è giunto ad Avellino dopo essere stato a Balvano. Critiche alla disorganizzazione dei soccorsi; << Non fate di questo terremoto un Belice annacquato>> dice un professore.
Come 15 bombe di Hiroshima
Gli effetti dell’energia sprigionata dalla terra.
In due secoli mai cosi forte.
FATE PRESTO
per salvare chi è ancora vivo per aiutare chi non più nulla
Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti
( sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto ( 250.000)
Avellino allo sbando tra caos e proteste
Manca tutto, l’acqua è inquinata, l’ospedale è inagibile
Per 60mila avellinesi terza notte all’addiaccio. Molti feriti a Napoli, ma è stato aperto il “Maffucci”.
Pane esaurito . Arrivano roulotte, ma dove andranno? Zamberletti fa il punto della situazione. Provincia priva di trasporti.
400. 000 SENZATETTO
Piove freddo molta tensione
Tendopoli nel fango e barlumi di vita tra le rovine i soccorsi ora sono troppi: anche il caos può uccidere
Storie di bambini e di sciacalli
Che cosa si nasconde dietro le quinte della tragedia.
Sciacalli prima dei soccorritori.
Gesualdo - Primi soccorsi, poi il nulla.
Pochi giorni di vita, salvi, ma senza più nessuno
Tanti bambini morti e qualche storia “impossibile”
La pioggia provoca altri disastri
In Lucania la situazione s’aggrava di ora in ora
Colpiti i bambini, arrivano le malattie.
SPERANZA E’ MORTA ORA ARRIVANO LE RUSPE
Altri vivi affiorano dalle macerie ma sono gli ultimi
Massici sforzi di controllo sanitario – A Laviano 1790 dispersi. Pericolo di frane. Sempre più lievi le scosse di assestamento. Alcuni paesi non ancora raggiunti
Cinque giorni sotto le pietre . Una gru le salva per caso
Infuria la pioggia – Soccorsi difficili
SE NE VANNO DA SOLI
C’è più ordine nei soccorsi. Servono medicine e Tende.
E’ iniziato un amaro esodo spontaneo, sotto l’acqua e la neve, mentre Zamberletti organizza i ricoveri.
Stanchezza, rabbia, dolore e assalti alle case vuote
Sono finiti in galera i costruttori delle case popolari sbriciolate
E le campane si misero a suonare da sole
Un precedente nel 1930 la terra tremò nelle stesse zone
DOVE PORTARLI ?
La prima domenica dopo: neve , altre scosse, paura. C’è l’esodo ufficiale ma ancora molti partono soli.
Altre domande: quanti i morti? E come ricostruire?
Scosse al morale- E alla morale
Gelo e disperazione nelle tendopoli
Ecco i tedeschi, armati di buona volontà.
Un ospedale modello
Dal Friuli arrivano le “casette mobili”
E già spuntano i terremoti abusivi
Scuola riprende dopo Natale - Esodo, in ventimila all’estero
Felicità, una roulotte e un pasto caldo.
Prefabbricati, sono la sopravvivenza.
da:
“Il Minuto più lungo della vita”
Ed. Centro Culturale Orizzonte 2000
Solofra
Terremoto 23 novembre 1980 ore 19.34
Articolo correlato: Poesia Irpinia
di Michele Luongo
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