Bluarte.it

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Il ricordo una voce accesa

E-mail Stampa PDF


Il ricordo

una voce accesa



Il terremoto in Irpinia è stato un vero dramma  sociale  ancora più violento della natura perché sono emersi tutte le lacune, tutte le insofferenze, tutti gli abusi, tutte le mancanze , le inefficienze di una classe politica  che ha sempre pensato solo al proprio interesse.

Il dopo terremoto è stato ancora peggio. La gente umiliata, “è “stata costretta” a chiedere  un  suo  diritto, la propria casa. Poi , è’ successo di tutto , l’importante era riempire la verde Irpinia di cemento e con questo molte mani si sono sporcate del dolore delle genti.

Non bisogna dimenticare il terremoto dell’ Irpinia, poiché da questo evento è cambiata la società Irpinia, l’arrivismo, l’egoismo hanno allargato le fauci dei lupi che si sono  saziati  della povertà, sbriciolando un futuro migliore. 

E’ una  data importante perché da allora  la politica spregiudicata nell’illusione della  raccomandazione, ha appreso la tecnica di indossare  altre vesti, altre maschere,  calpestando valori e dignità. 

di Michele Luongo



Per non dimenticare alcuni titoli di giornali  tratti dalle testimonianze della raccolta:

Locandina23novembre80DA:
“Il Minuto più lungo della vita” 
Ed. Centro Culturale Orizzonte 2000
Solofra (AV)
Terremoto 23 novembre 1980 ore 19.34 
        

Un minuto di terrore i morti sono centinaia
Numero imprecisato di vittime a Napoli e nelle altre province della Regione.
La gente abbandona le case e passa la notte nelle strade e nelle piazze.

I morti sono migliaia 100,00 i senzatetto
Irpinia. Alto Sele e Lucania, una panorama di rovine
Altre scosse, soccorsi al rilento, Napoli paralizzata

Soccorsi in ritardo, si temono epidemie
“” Nella media irpinia testimonianze ed episodi agghiaccianti”
Dove non ci sono vittime. Ma gli aiuti quando arrivano?

Montoro e Solofra - Sepolta guida gli aiuti

Da Taurasi a Castelfranci: Dimenticati di nuovo.

Tra le macerie la gente invoca aiuto
Sono stati mobilitati 4.00 militari ma ne servono almeno il doppio

Balvano scompare con i suoi bambini
Nel paese maledetto con un tragico passato e senza più futuro

La nuova edilizia non ha retto
Salerno - Interi palazzi sventati tra Pastena e Mercatello, una zona abitata da 60 mila persone. Danni di minore entità al centro storico. Drammatica la situazione dei senzatetto, si pensa di ospitarli anche in vagoni ferroviari.

<<Vergogna >> hanno gridato a Pertini
Assieme a Forlani è giunto ad Avellino dopo essere stato a Balvano. Critiche alla disorganizzazione dei soccorsi; << Non fate di questo terremoto un Belice annacquato>> dice un professore.

Come 15 bombe di Hiroshima
Gli effetti dell’energia sprigionata dalla terra.
In due secoli mai cosi forte.

FATE  PRESTO
per salvare chi è ancora vivo per aiutare chi non più nulla
Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti
( sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto ( 250.000)

Avellino allo sbando tra caos e proteste
Manca tutto, l’acqua è inquinata, l’ospedale è inagibile
Per 60mila avellinesi terza notte all’addiaccio. Molti feriti a Napoli, ma è stato aperto il “Maffucci”.

Pane esaurito . Arrivano roulotte, ma dove andranno? Zamberletti fa il punto della situazione. Provincia priva di trasporti.

400. 000 SENZATETTO
Piove freddo molta tensione
Tendopoli nel fango e barlumi di vita tra le rovine i soccorsi ora sono troppi: anche il caos può uccidere

Storie di bambini e di sciacalli
Che cosa si nasconde dietro le quinte della tragedia.

Sciacalli prima dei soccorritori.
Gesualdo -  Primi soccorsi, poi il nulla.

Pochi giorni di vita, salvi, ma senza più nessuno
Tanti bambini morti e qualche storia “impossibile”


La pioggia provoca altri disastri
In Lucania la situazione s’aggrava di ora in ora

Colpiti i bambini, arrivano le malattie.

SPERANZA E’ MORTA ORA ARRIVANO LE RUSPE
Altri vivi affiorano dalle macerie ma sono gli ultimi

Massici sforzi di controllo sanitario – A Laviano 1790 dispersi. Pericolo di frane. Sempre più lievi le scosse di assestamento. Alcuni paesi non ancora raggiunti

Cinque giorni sotto le pietre . Una gru le salva per caso

Infuria la pioggia – Soccorsi difficili

SE NE VANNO DA SOLI
C’è più ordine nei soccorsi. Servono medicine e Tende.
E’ iniziato un amaro esodo spontaneo, sotto l’acqua e la neve, mentre Zamberletti organizza i ricoveri.
Stanchezza, rabbia, dolore e assalti alle case vuote

Sono finiti in galera i costruttori delle case popolari sbriciolate

E le campane si misero a suonare da sole
Un precedente nel 1930 la terra tremò nelle stesse zone

DOVE PORTARLI ?
La prima domenica dopo: neve , altre scosse, paura. C’è l’esodo ufficiale ma ancora molti partono soli.
Altre domande: quanti i morti? E come ricostruire?
Scosse al morale- E alla morale

Gelo e disperazione nelle tendopoli

Ecco i tedeschi, armati di buona volontà.
Un ospedale modello

Dal Friuli arrivano le  “casette mobili”

E già spuntano i terremoti abusivi

Scuola riprende dopo Natale  - Esodo, in ventimila all’estero

Felicità, una roulotte e un pasto caldo.

Prefabbricati, sono la sopravvivenza.

da:
“Il Minuto più lungo della vita”
Ed. Centro Culturale Orizzonte 2000
         Solofra
Terremoto 23 novembre 1980 ore 19.34


Articolo correlato: Poesia Irpinia

di Michele Luongo
www.viacialdini.it