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Storia di un'amicizia

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Mostra itinerante Dinu Adamesteanu  Storia di un'amicizia

Dino_Adamesteanu

 

Castelsaraceno  (PZ ) -  Domenico Muscolino - Sindaco Castelsaraceno, Rocco Rosano - Presidente Pro Loco Castelsaraceno, Armenti Teresa e Ida Iannella - Curatrici della mostra, Salvatore Bianco - Direttore Museo Archeologico Nazionale della Siritide – Policoro, Antonio De Siena - Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata, Antonio Autilio - Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, sabato 28 maggio 2011, ore 16.30  - nell’auditorium comunale in via Dei Mille -  inaugureranno la “ Mostra Itinerante Storia d’un’amicizia” .

Dinu Adamesteanu, archeologo di fama internazionale (Toporu (Romania) 25/03/1913 -  Policoro (Mt) 21/01/2004). Nel 1939 giunse in Italia con una borsa di studio e lavorò a Roma all’Accademia di Romania come bibliotecario.

Durante la seconda guerra mondiale fu detenuto nel campo di Bagnoli, dove strinse amicizia conl’archeologo Mario Napoli. Nel ’49 ottenne una borsa di specializzazione e, chiamato dal soprintendente Brea, condusse gli scavi in Sicilia a Gela , Butera e Leontini.
Nel ’54 gli fu concessa la cittadinanza italiana per meriti scientifici. Tra il 1959 e il 1960 partecipò in Israele agli scavi di Cesarea Marittima e diresse la Missionearcheologica italiana per il Medio ed Estremo Oriente in Afghanistan. Qui incontrò il medico materano Rocco Mazzarone. Fu chiamato a Roma a riorganizzare l’aereofototeca nazionale.

Nel 1964 accettò di dirigere la nascente Soprintendenza di Basilicata. Il suo arrivo in Lucania ha modificato la geografia archeologica della regione: molti siti sono stati portati alla luce, molti musei sono sorti, per l’efficacia del suo metodo di lavoro condotto in équipe: lettura della cartografia, interpretazione della foto aerea, ricognizione diretta e sistematica.
I suoi scavi hanno richiamato nella regione eminenti archeologi e scienziati da tutto il mondo. Egli è vissuto a Policoro fino alla fine dei suoi giorni , scegliendo di restare in questa città che aveva eletto a sua casa . Ora riposa nel cimitero di Policoro e la sua tomba, all’ingresso del campo, ricorda quanto egli abbia amato questa regione e quanto i Lucani abbiano amato lui.

La testimonianza di un legame profondo La Basilicata ha un debito di riconoscenza verso Dinu Adamesteanu, l’archeologo rumeno che ha amato e studiato la nostra regione facendo emergere reperti importantissimi che hanno fatto progredire gli studi sulle origini della nostra storia. Nel 1964 fu il primo soprintendente archeologico della Basilicata, dove volle creare e sviluppare l'allestimento di musei nelle stesse zone di rinvenimento dei reperti.

Gli studi e le ricerche archeologiche sviluppate negli ultimi quarant’anni in Basilicata, e gli importanti allestimenti museali presenti in Basilicata, si devono soprattutto alla professionalità ed all’impegno di Dinu Adamesteanu e di tanti altri studiosi che con lui si sono formati. A lui si deve l’uso della fotografia aerea per documentare i siti archeologici e la loro conformazione.

La mostra che documenta l’amicizia fra il grande archeologo e le due insegnanti Teresa Armenti e Ida Iannella, oltre ad avvalorare il rigore scientifico e la modernità delle tecniche e degli studi di

Adamesteanu, testimonia la sua grande umanità. Alla fine della sua vita professionale aveva scelto di restare a Policoro, dove è vissuto fino alla fine dei suoi giorni. E’ stato un grande amico della

Basilicata e dei lucani, che merita di essere ricordato per il valore scientifico delle sue ricerche, ma anche per il suo impegno per la tutela e la valorizzazione dei nostri beni archeologici, storici e naturalistici.

              Vincenzo Folino
Presidente del Consiglio regionale della Basilicata

Il nobile cavaliere venuto dall’Est; l’abile radiologo del sottosuolo; il grande esperto in umanità ed antichità, ha aperto le porte dell’archeologia alla Basilicata, ha accolto studiosi di tutto il mondo,per conoscere il passato sepolto, anticipando la globalizzazione.
9 gennaio 1992:  L’incontro con due appassionate di storia locale (Teresa Armenti – Ida Iannella) tramite una lekythos scoperta per caso nel territorio di Castelsaraceno.

Una semplice conoscenza trasformatasi, negli anni, in amicizia, alimentata da telefonate, incontri, racconti, confidenze, scambi epistolari e preziosi suggerimenti sui lavori di ricerca storica.

Una mostra documentaria e fotografica: un gesto di amore verso il maestro, l’amico, la guida amorevole e paziente; un contributo sincero ed appassionato ad una grande figura del nostro tempo, ad un grande archeologo, ad un grande uomo.

In “Storia di un’amicizia”:
i momenti vissuti con il Professore dal 1992 al 2004, il racconto della sua vita; il tempo donato alla Basilicata e alla sua gente; l’ampia visione “a ventaglio” del territorio studiato dall’alto, dal basso e in profondità.

La mostra è formata da 37 cornici e si articola in 4 sezioni
1° sezione - cornici: 1 - 15 Sezione introduttiva .
9 gennaio 1992: l’incontro, la
conoscenza, l’amicizia.
2° sezione – cornici: 16 - 22 Suggerimenti, consigli e correzioni
sui lavori di ricerca.
3° sezione – cornici: 23 - 31 Cartoline dalla Germania e dalla

Romania
4° sezione – cornici: 32 - 37 La vecchiaia, gli amici, la quiete. La
scomparsa e la rimembranza.
Una mostra “itinerante”:
nei siti archeologici della Basilicata e della Sicilia, da lui generati;
nei luoghi della sua infanzia (Romania), in ricordo del Gigante dell’archeologia, che si è distinto per il suo rigore scientifico, per la sua instancabile operosità, per il suo lodevole impegno nella
tutela dell’ambiente e per la sua modernità d’agire .