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Direttore Artistico una scelta...

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Direttore Artistico Magna Graecia

Giorgio Albertazzi… è la scelta giusta?

Albertazzi_Giorgio

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del dr. Giuseppe Falco:
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Sinceramente, speravo in questa nuova giunta Scopelliti ( Regione Calabria ) . “Trasparenza”, “correttezza”, “legalità”, “servizio al cittadino”: invece, nulla è cambiato!

Credevo fermamente in questo nuovo, bel ed aitante assessore alla cultura Mario Caligiuri, nella sua volontà di “rinnovamento”: invece, nulla è cambiato!
Martedì 31 maggio, ore 11:00, l’ora e la data di convocazione in Regione per 25 canditati ammessi al colloquio per il posto di “Direttore della Magna Graecia Teatro Festival".
Un Festival allettante da organizzare e gestire, visto che la nomina è triennale e il relativo budget ammonta a 2,5 milioni di euro, mentre il compenso annuo del Direttore è pari a 30.000 euro ( per circa 4 mesi di lavoro).

Queste le modalità del colloquio: 5-6 minuti per candidato, una sola domanda standard (“come immagina il Festival della Magna Graecia? ”), nessun intervento degli esaminatori e tutti a casa.
I membri della commissione sono esclusivamente interni alla Regione Calabria e palesemente non addetti di settore!
Insomma, un colloquio puramente pro-forma. Si, perché alle ore 16:00 del medesimo giorno, 31 maggio, appare sul sito della Regione con data del 30 maggio “L’Assessore Caligiuri ha ufficializzato la nomina di Giorgio Albertazzi a Direttore artistico del Festival Magna Graecia Teatro” .
E, come per incanto, alle ore 17:00 del 31 maggio, le agenzie di stampa battono la notizia della nomina di Albertazzi: che solerzia! Viene quasi da pensare che fosse tutto pre-organizzato… Ora, nessuno vuole mettere in dubbio il talento e la carriera del M° Giorgio Albertazzi, assolutamente!

Ma alcune domande sorgono spontanee:
Come si pensa di poter affidare la direzione triennale di un Festival ad una persona di 88 anni?
Dirigere e organizzare un evento che si svolge in una quindicina di siti, con decine di messe in scena, come tra l’altro precisato nel bando, avrebbe richiesto ben diverse competenze e un’altra storia professionale. Basta essere grandi attori per vincere un bando di questo tipo?

Se la nomina era stata decisa in precedenza, ovvero “a tavolino”, a sbaffo della tanto sbandiera “trasparenza”, perché far scapicollare gli altri 24 canditati venuti da tutt’Italia per il colloquio?

Quale necessità di organizzare i colloqui, mai esistiti sino al 2010 (quando i candidati venivano selezionati esclusivamente su disamina del curricula)?

Per fingere di essere maggiormente “equi” e “corretti” rispetto alla precedente amministrazione?

E non ultimo, visto che questo Festival è risultato fallimentare sino ad oggi e richiederebbe quindi un lavoro intenso sul territorio, una progettualità intelligente e dinamica, e la produzione di nuove opere volte ad innalzare il livello del medesimo, ciò che esigerebbe un’intensa attività preparatoria e gestionale difficilmente ipotizzabile per una persona di 88 anni, non è che, per caso, dietro il bravissimo M° Giorgio Albertazzi ci siano dei gruppi di interesse (magari disseminati da Roma a Trieste) che intendano “piazzare” dei loro prodotti coperti dal nome di Albertazzi?

Insomma, è evidente che dietro il nome illustre di Giorgio Albertazzi vi è chi ben sa come attuare una vera e propria “razzia”, à mo’ di “calata degli Unni”, volta a finanziare progetti e distribuire propri prodotti grazie al succulente gruzzoletto di 2,5 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione.
Ovvero, il solito noto ritornello: la Calabria ed i suoi fondi POR usati come terra di conquista.
E si ribadisce: se la nomina di Albertazzi era stata decisa “a monte” perché organizzare questo “teatrino” (la parola è calzante!) dei curricula, dei colloqui, della trasparenza?
Peccato, un grande peccato!
Perché a questo Festival non serve il “nome illustre” ed ancor meno i ben noti signori che sono dietro di esso, ben allineati e pronti, come avvoltoi, ad accaparrarsi una buona fetta della torta, no!

Questo Festival aveva bisogno (si parla al passato perché già giace moribondo) di idee moderne, di un soffio giovanile, di forze nuove, potenti ed innovatrici e, soprattutto, di persone atte a costruire un duro lavoro di medio-lungo periodo sul territorio, per il territorio e dal territorio.
L’ultima cosa che serviva era il mero acquisto e distribuzione dei spettacoli “degli amici”, dietro il paravento del “nome illustre”.

Quindi, in Calabria non è cambiato nulla!

Ha vinto, come ora è d’uso in Italia, la mala politica e la gerontocrazia, generosamente condite di ipocrisia.  
E proprio a ridosso del disastro del PDL di queste ultime elezioni, anche questo episodio dovrebbe far riflettere gli aderenti al partito che si meritano in toto l’ultimo risultato nazionale delle urne. ""
 

di Giuseppe Falco
 (02.06.2011)



Per correttezza abbiamo sentito l’ufficio della segreteria dell’Assessore Caligiuri della Regione Calabria.  A riguardo ci ha riferito che il concorso è stato svolto con regolarità e trasparenza e che i 25 concorrenti sono nobilissime persone di spiccata personalità . Naturalmente di fronte alla presenza di Giorgio Albertazzi,  la scelta del direttore artistico non poteva che ricadere su una personalità  così completa.
Noi condividiamo le ragioni del Falco. La Calabria, ma tutto il Sud, sarebbe ora che valorizzasse  il proprio patrimonio culturale.

( Michele Luongo)
  (03.06.2011)
http://www.viacialdini.it/

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