Leonardo occasione sprecata
Torino - “Leonardo occasione sprecata” - Il ministro Galan ha sciolto la riserva: nonostante il parere contrario di autorevoli esperti quali Tullio Gregory e Carlo Pedretti, dal 18 novembre alla Reggia di Venaria sarà esposto l’Autoritratto a sanguigna di Leonardo. Nelle intenzioni del ministro Venaria dovrebbe essere solo la prima tappa di un tour del disegno in giro per l’Italia. Se la cosa può far piacere ai vertici della Reggia, stupisce che ad adoperarsi perché il disegno lasciasse la sua sede espositiva naturale, ossia la Biblioteca Reale di Torino, sia stato proprio il sindaco di Torino Piero Fassino.
Il disegno di Leonardo, insieme con un ritratto di Antonello da Messina, rappresenta infatti uno dei pochi tesori di arte rinascimentale che la città possieda. E allora diventa difficile capire perché non sia esposto in citta (tanto più che la Biblioteca Reale voluta da Carlo Alberto è uno templi della cultura sabauda, a un passo da Palazzo Madama e dal Museo del Risorgimento) come biglietto da visita in occasione di Italia 150.
La «bulimia» di Venaria è comprensibile in quanto la Reggia (che pure ha il merito di essere uno dei pochi siti culturali italiani a non pesare totalmente sull’erario grazie anche a convention, matrimoni e set cinematografici) è un contenitore più o meno vuoto. Non è riuscito in questi anni a darsi un’identità precisa - ospita dal design alla moda, dall’archeologia all’arte contemporanea - e ha colto al volo l’occasione di Italia 150 per mettersi in vetrina anche a scapito di altre realtà come il museo d’arte contemporanea di Rivoli (en passant il match tra i presidenti delle due Fondazioni, entrambi giornalisti tv, è stato vinto da Fabrizio Del Noce su Giovanni Minoli per ko: il primo è riuscito a portare a Venaria anche Napolitano, il secondo ha fatto perdere le tracce del suo museo proprio durante Italia 150, manifestazione di cui paradossalmente era per la Rai responsabile della comunicazione).
Meno comprensibile perché intorno a Leonardo il Comitato Italia 150 (di cui Fassino è presidente) non abbia costruito un evento che avesse attinenza con la vocazione tecnico-scientifica di Torino, mettendo finalmente in mostra ad esempio lo straordinario patrimonio legato alla storia della tecnologia che il Politecnico e l’Università possiedono e che da anni viene tenuto in magazzino perché non si trova una sede adeguata per esporlo. In questo senso la mostra di Leonardo a Venaria rappresenta davvero un’occasione sprecata.
(12.09.2011)
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Venaria risponde su Leonardo
La discussione sulla mostra dell'Autoritratto alla Reggia
Alberto Vanelli, direttore della Venaria Reale e vice-presidente del Comitato Italia 150, e Fabrizio Del Noce, presidente della Venaria, ci hanno inviato questa lettera che volentieri pubblichiamo. Oltre a riservarci una replica, invitiamo i lettori ad intervenire sull'argomento. L'articolo "Leonardo occasione sprecata" è nel post-precedente.
Con riferimento all’articolo dal titolo Leonardo, occasione sprecata apparso su La Stampa del 12 settembre 2011, non possiamo che esprimere un certo stupore per quanto è stato affermato. Restiamo infatti sinceramente amareggiati di fronte alla dichiarazione di Rocco Moliterni secondo la quale La Venaria Reale sarebbe senza una sua precisa identità: oltre al Teatro di Storia e Magnificenza (il percorso di visita permanente della Reggia che consente di comprendere, ammirare e godere della sua storia, della sua architettura e delle sue atmosfere uniche ed incomparabili), è proprio l’idea delle molteplici e svariate iniziative che La Venaria programma e realizza nel corso dell’anno che costituisce la sua stessa identità. Gli oltre 3.500.000 visitatori in meno di 4 anni di apertura hanno colto, capito ed apprezzato proprio questo: il fatto che La Venaria Realenon sia solo un “museo”, mauna “Reggia per il pubblico di oggi”, antica e moderna al tempo stesso, un grande spazio ed un’opportunità irrinunciabile dedicati al piacere, alla gioia di vivere, che coniuga gli aspetti del rigore e dell’attendibilità storico-scientifica con i desideri e le esigenze di svago di tutti. Quasi ogni giorno alla Reggia e nei suoi Giardini si alternano concerti, spettacoli, convegni, giornate di ricerca, esibizioni, mostre, attività culturali, eventi legati all’enogastronomia ed altro ancora che coinvolgono ogni tipo di pubblico in uno spazio strepitoso quale è, e che si amplifica con sorprese e rimandi continui.
Sentiamo inoltre la necessità di precisare che l’eccellente equilibrio economico della Venaria non è dovuto solo ad incassi per banchetti, convention ed affitto location: la Reggia infatti ha entrate proprie per 7milioni e mezzo di euro originati per 5milioni e mezzo circa dagli incassi di biglietteria; 1 milione e 200mila euro è poi dovuto ai ricavi per attività commerciali di servizio al pubblico (bookshop, ristorazione ecc.) e 800mila euro per le attività indicate da Moliterni.
Ancora, un’ulteriore precisazione sulle reali motivazioni che hanno comportato la decisione (assunta oltre 2 anni fa) da parte del Comitato Italia 150 di esporre l’Autoritratto di Leonardo alla Venaria: tale scelta è dovuta unicamente alla necessità di consentire ad un pubblico numericamente importante di ammirare il capolavoro. La soluzione di esporre l’Autoritratto alla Biblioteca Reale di Torino è stata vagliata ed esaminata attentamente da tecnici ed esperti, i quali hanno poi concluso per la sua impercorribilità. Infatti, sia per le condizioni di accessibilità, sia per motivi di sicurezza e di adeguata conservazione dell’opera, la sede di Torino potrebbe esporre l’Autoritratto ad un numero indicativo di 10/15 persone ogni 40 minuti circa, garantendo quindi la possibilità a sole 300 persone al giorno di apprezzarla. Considerando, inoltre, che il prezioso disegno non può restare esposto alla luce per più di 2/3 mesi, il pubblico che potrebbe vedere l’Autoritratto si aggirerebbe -a conti fatti- a sole 20.000 persone. Non solo: tenuto conto che l’accesso al caveau della Biblioteca Reale avviene tramite una scala, i visitatori disabili ed anziani con difficoltà motorie sarebbero esclusi. Queste valutazioni oggettive hanno convinto tutti (tecnici ed amministratori) ad optare per una sede che presentasse per criteri tecnici, di sicurezza, conservazione, logistica e accessibilità la soluzione migliore, individuandola appunto nella Scuderia Grande della Reggia di Venaria, spazio dotato dei più moderni impianti di conservazione e che consente al tempo stesso un accesso di pubblico numeroso, come auspichiamo per l’importanza di un simile evento.
Colpisce e rammarica, infine, che Moliterni non senta La Venaria Reale come un bene di Torino -che già i Savoia riconoscevano nell’ambito di un territorio unico da valorizzare, a maggior ragione se considerato con i mezzi di trasporto di oggi e nell’ottica di un sistema culturale virtuoso ed integrato- ma sembri quasi propendere per tesi campanilistiche, tali da risultare anacronistiche.
(12 e 13.09.2011)













