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Anita Vollert de' Ghislanzoni

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Al Museo Louis Braille dell’Istituto dei Ciechi di Milano


Ritratto di Anita Vollert de' Ghislanzoni e Maddalena Parodi Vollert

 

 

 

Ritratto_di_maddalena_paro_CorcosMilano -  Il Museo Louis Braille dell’Istituto dei Ciechi di Milano partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio e  all’iniziativa Fai il pieno di Cultura promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Lombardia presentando il dipinto di Vittorio Matteo Corcos , “Ritratto di Anita Vollert de' Ghislanzoni e Maddalena Parodi Vollert", in occasione del concluso restauro.

Sabato 24 settembre  2011 ore 18.00, Conferenza stampa di presentazione, realizzata con la collaborazione del conservatore – dottor Sergio Rebora, interverranno: la restauratrice, la dottoressa Carlotta Beccaria e la funzionaria della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Lombardia, la dottoressa Francesca Debolini.

Ritratto di Anita Vollert de’ Ghislanzoni e  Maddalena Parodi Vollert”
Il ritratto raffigurante la benefattrice e sua madre, realizzato dal vero da Vittorio Corcos nel 1912, perviene all’Istituto dei Ciechi nel 1944 insieme alla eredità.

Maddalena Parodi, detta Lena, nasce a Domodossola da Giovanni Parodi e da Amalia Villa il 4 settembre 1860. Si unisce in matrimonio con Leopoldo Vollert trasferendosi a Milano, dove nasce la figlia Maria Anna, detta Anita, la quale a sua volta sposa il barone Lanzone de’ Ghislanzoni, di professione avvocato.

Lena nuore il 6 ottobre 1937 all’età di settantasette anni in Montebello di Voghera, presso la villa di proprietà del genero, dove il 10 dicembre 1944, al termine di una lunga malattia incurabile, si spegnerà anche Anita. Quest’ultima con il testamento olografo del 15 febbraio 1942, depositato negli atti del notaio Vincenzo Marioni, nomina erede delle proprie sostanze l’Istituto dei Ciechi di Milano, che entra in possesso di un asse netto di quasi sei milioni di lire in fondi pubblici e privati, preziosi, opere d’arte, immobili, tra cui le case padronali in Cascina Montebello e Cascina Castignoli e terreni, tra cui i poderi San Vittore, Casazza, Gamenara, Genestrello.

Notizie biografiche su Vittorio Matteo Corcos
Nato a Livorno il 4 ottobre 1859, Corcos frequenta negli anni Settanta del XIX secolo l'Accademia delle Belle Arti di Firenze, sotto la guida di Enrico Pollastrini. Tra il 1878 ed il 1879 soggiorna a Napoli presso Domenico Morelli, dal quale apprese la pittura caratterizzata da profonde ricerche formali e letterarie.

Nel 1880 Corcos si trasferisce a Parigi, dove sottoscrive un contratto quindicennale con la casa d'arte Goupil. Frequenta saltuariamente lo studio di Léon Bonnat, ritrattista dell'alta borghesia parigina e, inseritosi con successo nell'ambiente artistico d'élite, indirizza la propria pittura verso le caratteristiche tematiche mondane: ritratti femminili, scene di vita moderna, raffinati interni resi con pennellate fluide e colori brillanti; opere vicine allo stile di Boldini e De Nittis. Tra 1881 e 1886, anno del rientro in Italia, espone frequentemente, sempre a Parigi, al Salon.

Stabilitosi a Firenze, sposa nel 1887 Emma Ciabatti vedova Rotigliano,  inserita in prestigiosi circoli letterari che lo mettono in contatto con Giosuè Carducci e Gabriele D'Annunzio, approdando poi alla galleria degli Uffizi.

La sua pittura brillante e piacevole, in particolare la ritrattistica femminile, riscuote notevole successo presso il mondo culturale e aristocratico fiorentino, e non solo. Nel 1904, in Germania, ritrae perfino l’imperatore Gugliemo II e consorte, oltre a numerose personalità tedesche; l’anno successivo, in Portogallo, esegue il ritratto della regina Amelia e solo alcuni anni più tardi, ormai verso la fine della sua carriera, dipinge il "Ritratto di Margherita di Savoia".

Vittorio Matteo Corcos muore a Firenze l’8 novembre 1933, nella sua abitazione di Via Gino Capponi.



Info:
Segreteria di Presidenza – Ufficio Stampa
Istituto dei Ciechi di Milano
Via Vivaio, 7 - 20122 Milano
Tel 0277226224 / 02799315

Come arrivare:
Metropolitana linea 1 (rossa) fermate: via Palestro o San Babila; Mezzi di superficie: linee 54 e 61, fermata corso Monforte angolo vie Vivaio-Donizetti; linea 94, via san Damiano angolo corso Monforte; linee 9 e 23, fermata piazza Tricolore; Parcheggi biciclette BikeMI: corso Monforte 42 e piazza Tricolore 3.

Oltre alle aree di parcheggio pubblico non custodito a pagamento (strisce blu), i parcheggi custoditi a pagamento più vicini si trovano in viale Majno (angolo Vitali) e in via Pietro Mascagni 10.