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Non è pornografia:
Svizzeri pentiti si può proiettare il Salò di Pasolini
In particolare erano incriminate alcune scene sessualmente brutali, e la presenza di escrementi umani.

Redazione

 

Le autorità svizzere ci hanno ripensato:  “Salò o le 120 giornate di Sodomia” , il controverso film di Pier Paolo Pisolini uscito postumo nel 1975, potrà essere proiettato nel corso della retrospettiva dedicata al regista in questi giorni a Zurigo. La settima scorsa, dopo aver saputo della programmazione della celebre opera ambientata nell’ultimo periodo del fascismo, la polizia elvetica aveva visionato al pellicola e aveva concluso che non poteva essere rappresentata in quanto violava l’articolo del codice penale contro << la diffusione della pornografia violenta>>.

In particolare erano incriminate alcune scene sessualmente brutali, e la presenza di escrementi umani.  “ Salò e le 120 giornate di sodomia”, infatti, è espressamente ispirato all’opera del marchese De Sade, è diviso in tre gironi infernali: “manie”, “ escrementi” e  “sangue”.

In seguito alle numerose razioni suscitate, e basandosi su sentenze decretate da diversi paesi confinanti, la polizia di Zurigo ha emanato ieri un comunicato in cui autorizza la visione del film . Risolutivo è stato il riconosciuto valore dell’ opera, previsto come deroga nel codice penale “ Salò”  potrà cosi chiudere degnamente il ciclo “ Le passioni di Pasolini”, ovviamente con il divieto per i minori.

Dal quotidiano “Libero” (15.02.2007)

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