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Tricolore Giacobino

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Tricolore Giacobino


Francesco II commise la sciocchezza
di richiamare in vigore la costituzione napoletana



Catanzaro - I simboli acquistano valore con il tempo, o lo perdono, in maniera del tutto indipendente dalla loro origine. Basta pensare che il termine “fascio”, nato a sinistra, divenne in breve il “fascio littorio” di tutt’altro segno. Perciò che i colori d’Italia siano il bianco, il rosso e il verde, è agevole pensare che è ormai consolidato nel sentire comune. Quanto alla sua nascita, io avrei sorvolato velocemente sui fatti che ne ispirarono l’adozione nel lontano e superatissimo 1797.

Cosa accadde, infatti, in quell’anno? Che un esercito francese, dunque straniero, abbatteva il duca di Modena, dunque italiano, e dava fragile vita ad uno degli innumerevoli e fittizi statarelli giacobini, la Repubblica Cispadana; del resto subito dopo sparito in una Repubblica Cisalpina; che, dopo un po’, diventò Repubblica Italiana, e poi Regno d’Italia.

Tutti pateracchi messi assieme e dismessi dai francesi giacobini, bonapartisti repubblicani e subito dopo bonapartisti un’altra volta monarchici; e in cui comandavano gli occupanti. In quegli anni, Torino, Genova, Firenze e Roma sventolavano un tricolore leggermente diverso, con il blu: infatti, erano diventate città francesi! Alla faccia dell’indipendenza nazionale! I colori francesi e quelli nostrani sapevano un tantino di esoterico e massonico. Ma, come succede, anche questo è stato quasi da tutti, grazie a Dio, dimenticato. Il vessillo ebbe successo; e nel 1848 venne adottato dal Regno di Sardegna, e perciò, dal 1859, dalle terre annesse.

Pochissimi sanno che quando, nel ’60, Francesco II commise la sciocchezza di richiamare in vigore la costituzione napoletana, adottò a sua volta il tricolore con stemma borbonico. Se la cosa avesse avuto un seguito, al Volturno e al Garigliano avremmo assistito a battaglie tra eserciti sventolanti entrambi, anzi tutte tre, il tricolore!

Del resto, nella guerra civile 1943 – 45, e la Repubblica Sociale e i partigiani inalberavano la stessa bandiera. Sotto questa bandiera combatterono gli Italiani nel 1866, in Abissinia, in Libia, nella Grande guerra, nella conquista dell’Etiopia, in Spagna e nella Seconda guerra mondiale; e stanno combattendo, sotto mentite spoglie di missioni di pace, i nostri soldati.

Credo che sia un po’ difficile pensarne un’altra, e ci teniamo quella che c’è. E così, in nome della storia, ci siamo scordati della nascita giacobina e straniera del tricolore.

di Ulderico Nisticò
( 07.01.2011)