CHI È SENZA PECCATO...
Ottimamente intervengono alti e altissimi ecclesiastici invocando moralità, quella stessa per cui in una chiesa di Roma sta sepolto in pompa magna un criminale, e in una di Potenza hanno trovato un cadavere dimenticato...
Catanzaro - Né le signorine minori o maggiori, comunque maggiorate, che frequentano Arcore e dintorni, né il Berlusca che le riceve e ne fruisce sono certamente esempi da additare alle giovani generazioni maschili e femminili. Bene fanno dunque i giudici a mettere in moto una gigantesca e costosissima macchina di inseguimenti, intercettazioni, interrogatori, per punire l’orrendo reato di Silvio, quello di non andare a letto da solo la sera, e dopo aver letto alcune pagine di Saviano o di molto pubblicizzati libri antimafia firmati da giudici. Bene fa la stampa di sinistra ad indignarsi, quella che, con ammirevole onestà intellettuale, dedicò addirittura un trafiletto a Marrazzo e ai suoi trans; e parla giustamente in termini encomiastici di Vendola. Ottimamente intervengono alti e altissimi ecclesiastici invocando moralità, quella stessa per cui in una chiesa di Roma sta sepolto in pompa magna un criminale, e in una di Potenza hanno trovato un cadavere dimenticato: distrattoni! Di tanto in tanto, poi, capita, sempre per caso, qualcuno che ha preso troppo sul serio i suoi doveri educativi nei confronti dei ragazzini. Esagerato!
Ma non dimentichiamo la stampa d’opinione, la televisione e i film. Questi veicolano tutti la seguente ideologia: 1. la sola cosa che tutti hanno in testa è andare a letto con qualcun altro; 2. le fanciulle, minorenni comprese, non solo sono libere di correre la cavallina, ma devono farlo e al più presto possibile, compresa la bambina delle elementari che, incoraggiata dalla madre e priva rigorosamente di padre, ha fretta di far colazione per incontrare un certo e si suppone ugualmente preassatanato Luca. Preassatanato, si spera, per la tenera età, ma, di questi tempi... Dubito che la suddetta bimba raggiunga illibata le Medie Superiori! Le famiglie dei film e delle telenovele non sono quasi mai composte da padre, madre, figli, gatto e canarino; ma lei ha una relazione con il primo che capita, lui, se ci riesce, pure; o sono separati, divorziati, magari “restando amici” e, se capita, saltarellando un riassunto delle puntate precedenti, il che rende ancora più complicata la situazione, e, se non temessimo di venir confusi con quelli che, a corto di idee, usano le parolacce, ne userei una ante 20 febbraio 1958; confortato da padre Dante, dirò un bordello. Leggere Purgatorio, VI.
Di fronte a tale dilagante immoralità, ritornano gli appelli alla virtù. Ahimè, mi viene a mente di quando, nel Settecento illuminista e dopo decenni di “libertini” e in politica e in morale, la rivoluzione e Robespierre imposero la virtù a colpi di ghigliottina, e il giovane capitano Bonaparte a cannonate. Attenti: quando i giudici di Milano avranno finito di reprimere i senili ardori di Berlusconi, potranno anche prenderci gusto, e reprimeranno tutto ciò che in qualche modo possa violare una delle circa 160.000 leggi che vagano per la fatal Penisola. Trionferà la virtù, finché i giudici non arresteranno anche i giudici. Robespierre decapitò Danton; infine venne decapitato anche Robespierre, e con lui il virtuosissimo Saint Just, detto simpaticamente l’Angelo della morte, tanti ne aveva spediti sotto la lama.
Quando finiremo tutti i galera, giudici di Milano compresi, non ditemi che non vi avevo avvertiti.
di Ulderico Nisticò
(23.01.2011)













