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De Filippo Padre Cicogna

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“Padre cigona” al Teatro di Taormina


Luca De Filippo e un ‘emozione lunga 27 anni

Nicola_Piovani_e_Luca_De_Filippo

 

 

Taormina – Era palpabile e sincera – capita, qualche volta, anche fra teatranti – l’emozione di Luca De Filippo, venerdì (08.07.2011) al Teatro Antico, in occasione dell’esecuzione, nell’ambito del cartellone teatrale Taormina Arte, del poema inedito “Padre Cicogna” che suo padre, il grande Eduardo, scrisse nel 1969 e che Nicola Piovani ha trasformato, componendone il commento sonoro, in suggestivo affresco sinfonico, introducendo la performance, l’attore ha ricordato l’ultima apparizione del padre, nel 1984 ( pochi mesi prima di morire), proprio nella “Perla dello Jonico” e proprio su quel palcoscenico, per la consegna dei premi “Taormina per il Teatro”.

Una sorta di testamento artistico, quello che Edoardo lasciò in quell’occasione, in una serie di sequenze  rimaste memorabili. Con un accenno, il primo in assoluto, proprio il figlio:<< Senza mio figlio, forse io – disse, tra l’altro – me ne sarei andato all’altro mondo tanti anni fa; io devo a lui il resto della mia vita! Non ho mai parlato di mio figlio, s’è presentato da sé: è venuto dalla gavetta, mentre ero il palcoscenico a recitare…>>.

Dopo l’introduzione, il racconto ( che chiude una sorta di trilogia, i cui due primi capitoli, protagonisti Vincenzo De Pretore e il Clown Baccalà, furono scritti alla fine degli anni Quaranta), che parla della vicenda, triste e dall’epilogo iperbolico di un prete che paga a caro prezzo la decisione di lasciare l’abito sacerdotale e prendere moglie. Servirà a poco il voto che fa, di mettere al mondo tre figli maschi ( Gaspare, Melchiorre e Baldassare) che possono cantare insieme, quando viene Natale, “ Tu scendi dalle stelle”.

Bravissimo Luca De Filippo a rendere con accenti palpitanti le pagine del padre: chi ricordava il giovane attore ( pensiamo al 1984 evocato) di indubbio talento ma come schiacciato da un’eredità ingombrante, ha ammirato un interprete completo, capace di variare i registri, dal tragico al comico, dal surreale al drammatico con padronanza assoluta.

Raffinato il commento musicale di piovani, che ha contaminato formule ben consolidate ( ci riferiamo alla produzione per il teatro del musicista romano, celebre in verità più per le musiche per il cinema) con stilemi, e atmosfere cari alla migliore tradizione partenopea ( in primis, di De Simone), non tralasciando, peraltro, reminiscenze ( non sempre opportune, a dire il vero…) da opera rock ( pensiamo a certi interventi della chitarra elettrica, alla “Jesus Christ Superstar”). Efficace il contributo dei cantanti solisti, i bravi Susanna Rigacci, Susy Sebastiano, Pino Ingrosso e Alessandro Quarta. Ottima, sia nelle parti d’nsieme sia nei momenti solistici, la prova dell’Orchestra del Conservatorio “Corelli” di Messina, coinvoltaq dal direttore artistico della sezione Teatro, Simona Celi, in questo progetto. Prosegue per la formazione dell’istituto musicale peloritano la serie di preziose esperienze con Taormina Arte e con musicisti da Premio Oscar: nel 2007 Morricone, adesso Piovani, in una serata da ricordare.



di Matteo Pappalardo

 Gazzetta del Sud  10.07.2011