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Pitagora, c'era una volta

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Pitagora, c'era una volta - una Calabria diversa... E oggi, per festeggiare degnamente un anniversario così importante, il Ctm sbarca a Roma, sul palco del Teatro Quirino, con uno spettacolo perfetto per l'occasione: Pitagora e la Magna Grecia, scritto e diretto da Mario Moretti. Perfetto, dicevamo, perché Pitagora, oltre che pensatore illuminato...
di Domenico Naso


Pitagora_Roma
  -  Pensi Calabria e ti vengono in mente tante cose, molte delle quali brutte, orribili, che fanno vergognare. Tutto vero, purtroppo, ma quello che c'è di buono, perché c'è, fatica a venir fuori. E come quasi sempre accade, il bello viene dal mondo della cultura. È il caso, ad esempio, del Centro Teatrale Meridionale, nato esattamente venticinque anni fa nel bel mezzo della piana di Gioia Tauro e oggi conosciuto a livello nazionale e internazionale per la qualità delle sue produzioni.
Domenico Pantano, calabrese purosangue, attore, regista e produttore, uomo che non può fare a meno dello scricchiolio delle assi sotto i piedi, è l'artefice di tutto questo.  E oggi, per festeggiare degnamente un anniversario così importante, il Ctm sbarca a Roma, sul palco del Teatro Quirino, con uno spettacolo perfetto per l'occasione: Pitagora e la Magna Grecia, scritto e diretto da Mario Moretti. Perfetto, dicevamo, perché Pitagora, oltre che pensatore illuminato, matematico e filosofo, antesignano musicologo, è stato anche uno dei primi a credere nella Calabria, nel suo potenziale umano. A Crotone, infatti, il filosofo di Samo creò la sua scuola delle Muse, centro di intelletto, confronto e tolleranza.

Al Quirino va in scena la Calabria migliore, a riprova del fatto che si può far bene anche lì, in quel problematico lembo d'Italia, che si può partire anche dalle difficoltà della provincia dell'estremo Sud per arrivare in tutto il mondo con la sola forza della cultura. E ripartire da Pitagora si può, non è anacronistico, perché i personaggi positivi del passato che si muovono sul palco sono riferimenti e modelli educativi che spingono i giovani alla ricerca, alla sperimentazione e al sapere, per migliorare noi stessi e gli altri in un continuo allenamento per un contributo alla Calabria e al mondo, per una testimonianza tangibile della nostra presenza attuale. E la messa in scena del Centro Teatrale Meridionale al Quirino è anche recupero di valori che all'epoca di Pitagora erano acquisiti e oggi appaiono come difficilmente conquistabili. Come il protofemminismo della scuola di Crotone, omaggiata dal regista con un cast diviso equamente tra uomini e donne. Perché in quella Calabria antica, arcaica e illuminata, Pitagora aveva saputo portare una ventata di cultura e progresso che sembra colpevolmente lontana dall'immobilismo gattopardesco di oggi.

Domenico Pantano, che in scena è un Pitagora efficace e credibile, restituisce al pubblico una Calabria migliore, seppure intrisa di miti e leggende. È la perfetta dimostrazione che, se una Calabria migliore c'era, una Calabria migliore ci potrà ancora essere. Anche a partire dal teatro, perché no, per poi irrorare beneficamente gli altri gangli vitali di una società in difficoltà.


di Domenico Naso  
1 ottobre 2010
Fonte:  www.ffwebmagazine.it